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domenica, 03 agosto 2008


Come sono stanca dei sotterfugi della gente. Frecciatine, vittimismo, provocazione, finta ironia, cose come "chi vuol capire capisca" sui blog.
Ma dire le cose in faccia chiaramente? Ma soprattutto, ma una bella dose di cazzi propri?
Va bene raccontarsi le cose intime, ma perchè poi spalmarle su pagine di blog? Insomma cosa gliene frega alla gente? Se si vuole ferire una persona e si ha il suo numero perchè scrivere su internet con tanto di sensi nascosti e cazzate varie?
Asilo nido.. giuro che spesso la rete internet mi sembra proprio un asilo nido virtuale.
Gente che non sa parlare e che forse non sa nemmeno cosa dire.
Persone che si sputtanano su internet e che si sorridono a vicenda quando si vedono. Ipocriti, patetici, noiosi.
Ma soprattutto.. prima di scoparvi qualcuno non lo dite a giro, altrimenti lo saprà già tutto my space ancora prima che vi siate infilati nel letto di qualcuno.
Ma la cosa più buffa è che quando andate ad indagare su chi ha messo a giro determinate voci vi verrà negato tutto e passerete da idiota voi! Divertente no?
Proprio una rete, in cui si sono impigliati cretini e persone senza una vita al di fuori di qui.
Egocentrismo gratuito, come quando impostate un "umore" su my space e subito vi arriva qualcuno a chiedere spiegazioni perchè pensa di esserne la causa.
Tutto di tutti. Internet è una suocera.

Ma al diavolo queste finzioni, queste scappatelle.. Forse il fatto che io sia praticamente senza internet in questo periodo è solo un bene.
Mi collego poche volte, mi sento con chi merita, scarico della buona musica, mi guardo i video su youtube e condivido un po' della mia vita con chi na ha una sua interessante da non perdersi a sputtanarmi.
Non che sia successo, la mia vita non è un gioco a nascondino, non celo niente a nessuno, quindi a sparlare di me c'è poco gusto, sono troppo limpida per voi ipocriti.
Quindi fanculo e rock'n roll.


(non dirò "chi vuol capire capisca", esiste il dizionario, ahah!)

I'm trying to break in
Oh, I know it's not for me
But the sight of it all
Makes me sad and ill
That's when I want.. Some Weird Sin




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mercoledì, 16 luglio 2008


Dopo giorni spensierati, dopo allegria e piena soddisfazione... giungo all'ennesimo periodo di frustrazione ed insicurezza.
Luci, amplificatori, musicisti... Dov'è quella vita? e chi la vive? chi la merita realmente?
Corpi, sguardi, altre luci... rosse, gialle, verdi, blu... Si spostano allegramente o adagio da un punto all'altro del palco, sfiorando volti sottostanti incantati. E note si riversano sulla pelle, entrano dentro, invadono, stuprano, violentano, fanno provare orgasmi multipli, fanno tremare la terra!!
Davvero la musica è capace di tanto? Fa girare la testa, fa svenire, emoziona, travolge, cambia la vita...
Eppure davvero non abbandona mai.

Che ascoltiamo la musica ad un concerto, che saltiamo sul letto o usiamo la spazzola come microfono ballando sulla scrivania. Cantiamo per strada o sotto la doccia, sul palco o dietro le quinte...
La musica è l'unica fidanzata che non sarà gelosa vedendoci scopare con qualcun altro davanti a lei, rimarrà sullo sfondo o sarà partecipe.. non importa!
La musica è l'unica a non essere invadente quando vogliamo stare in compagnia senza parlare.
La musica è l'unica a fare sentire meno pesante la nostra voluta solitudine.
La musica è l'unica che non basta MAI, è l'unica a mancare SEMPRE.
La musica sviluppa la fantasia, fa conoscere persone, fa litigare, fa guadagnare soldi, ne fa perdere, fa bere, fa piangere, ridere, amare.. aiuta a non arrendersi e a pensare che andrà tutto bene.

E allora basta tirarsela o credere di essere unici al mondo e dire "io non ho bisogno di nessuno". Perchè se non avete bisogno di nessuno, come diceva un mio amico anni fa, non avete bisogno nemmeno della musica, perchè viene creata da "qualcuno", come tutte le cose che vi circondano. Quante volte avete pensato questo chiudendovi a chiave in camera con volume al massimo?

Quante volte avete ascoltato melodie pensando all'Amore perduto o trovato? quante volte avete finito di comporre pezzi lasciati a metà da anni perchè qualche persona vi ha dato la spinta giusta? quante volte avete scritto testi per il "vostro" gruppo ascoltando il gruppo di "qualcun altro"? quante volte avete raccattato dalla poltrona il vostro più caro amico e l'avete trascinato a un festival rock? quante volte vi siete sdraiati in terra chiudendo gli occhi ascoltando il vostro idolo, immaginandovi una relazione sessuale con uno dei componenti? quante volte vi siete disperati perchè non vi riusciva una scala? quante volte le vostre letture sono state accompagnate da delle note? quante volte avete pianto in bagno di un locale sentendo la vostra canzone preferita?
e infine.... quante volte avete conosciuto persone meravigliose grazie alla musica? Persone di passaggio, persone che tuttora rimangono, persone che se ne andranno. Non importa.

Non siete soli, c'è la Musica..




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martedì, 01 luglio 2008


Vi è mai capitato di sentirvi dire qualcosa di apparentemente semplice e strettamente famigliare.. Quelle frasi di circostanza che hanno ormai perso valore? Ma queste cose vi sono state dette da una persona a voi immensamente vicina, ma nello stesso tempo maledettamente lontana... Ed ecco che vi dice "sono orgoglioso di te, mi manchi da morire, ma il tuo amore mi scalda". Il mio amore scalda mio padre, lo aiuta, in un certo senso, a vivere. Leggendo queste frasi nella sua ultima e-mail... ho cominciato a piangere, all'improvviso, senza riuscirmi a contenere.
In quel momento ho pensato di essere rinata, tra le tante volte. Quando un essere umano nasce, piange. E io piangevo, come se avessi aperto i polmoni, come se avessi inspirato aria pungente per la prima volta.
Mi rendo conto di avere un grande potere, posso distruggere una vita, perchè sono gravida di un amore troppo intenso e cristallino.. L'Amore che nutro per mio padre, l'Amore che lui è sempre disposto a trasmettermi, l'Amore che ci lega e ci tiene in vita.
Anche se un giorno rimanessi sola, se tutti si stancassero di me e mi voltassero le spalle, se nessuno riuscisse più a capirmi, se il mondo intero mi isolasse in un universo in cui sarei destinata a morire lentamente anima e corpo... Lui ci sarebbe sempre, non importa quanto vicino e lontano fisicamente, non importa se in questa vita o in quella successiva. Perchè è mio padre, è il mio maestro di vita, è l'energia di cui ho bisogno per rialzarmi oggi, domani, sempre.
Mi ha sempre insegnato a fidarmi del mio istinto, di quella sensazione primordiale ed immediata che si ha prima di compiere azioni. Non erra mai, è esatta al 100%. A volte bisogna spegnere l'intelletto, fornisce troppi dubbi, troppe risposte, troppe opzioni.
Il mio intuito non ha mai sbagliato, il mio intelletto ha errato troppo. Voglio avere fiducia nella Natura, adesso sul serio e senza ombra di dubbio. Troppe volte sono andata contro la "mia" Natura.. e ho sofferto.
Grazie ancora papà, per non aver bisogno di parole di troppo e per dirmene poche giuste al momento giusto.




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lunedì, 09 giugno 2008


Ti ritrovi a vagare in modo circolare in una stanza buia, completamente, e ti domandi se stai ancora svolgendo un cerchio o ti stai semplicemente muovendo a caso, avvicinandoti sempre di più alla parete. Una volta toccato il muro comincerai a tastarlo, per capire dove di preciso sei, e la voglia di sbatterci la testa per la disperazione sarà alquanto irrefrenabile. Chi mai potrà fermarti? Anche se tu non fossi solo là dentro nessuno potrebbe vederti in tutta quell'oscurità e nessuno appoggerebbe la mano sulla tua fronte dicendoti di non farlo. La tua condizione di paranoia peggiora e vorresti vedere solo uno spiraglio di luce. Provi, tenti di guardarti intorno, cercando qualsiasi cosa che ti faccia distinguere il tuo destino.
Capisci che l'unico modo per sfuggire è chiudere gli occhi e vedere la luce della tua anima, potrà guidarti fuori da quel labirinto senza angoli nè svolte. Si apre il sipario e un gioco di luci colorate investe la stanza, non importa se riesci a vedere solo ad occhi serrati, perchè stai camminando e si stende di fronte a te un tappeto di occasioni, di speranze, di sicurezze. Un appiglio, una mano... Ti ritrovi nella pupilla di una persona onniscente, non puoi che essere tu di fronte ad uno specchio.
Apri gli occhi, tendi la mano verso quella direzione, testa la verità. Guardati intensamente e per una volta non ti odiare, non ti pentire.. guarda oltre le tue spalle e ricordati bene la porta che ti attende, perchè quando ti girerai potrai trovarla solo dentro di te.
Prosegui, sicuro, non ti fermare.
Anche se oltre i tuoi peccati e le tue paure non ci dovesse essere nessuno ad aspettarti ricordati che basta chiudere gli occhi e tutto ciò di cui hai bisogno si troverà dentro di te.

Voglio riuscire a chiudere gli occhi per cercarmi, non per fuggire.
Voglio dormire perchè sono stanca, non perchè non ho scelta.
Voglio abbracciarti perchè ti amo, non perchè ho paura.

E non pensarci. L'unica cosa da temere è che io mi arrenda, ma non che ti dimentichi.

La luce che trovo dentro di me nella più totale oscurità, sei tu.








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sabato, 31 maggio 2008


A volte mi domando cosa succederebbe se gli oggetti prendessero vita e potessero raccontarci qualcosa. Il sedile di una macchina, la penna di un poeta, la chitarra di un musicista, il palco di un concerto, il bancone di un bar, il muro di un bagno...
Quanti corpi vi saranno passati, quanti sospiri, parole, sguardi, bibite rovesciate, insulti, canzoni, rabbia, delusioni e lacrime, dubbi e perplessità.
Avete mai vissuto pensando che qualche parte del mondo che vi circonda vi osservasse? Avete mai cercato di nascondere qualcosa pensando che ci fosse comunque qualche cosa a giudicarvi?
Magari era una matita, un libro... o un gatto.
Forse le cose che ci appartengono rimangono impresse nella nostra coscienza e a questa non si sfugge.

Sto mangiando una caramella al miele, è buona, sembra proprio miele congelato o qualcosa di simile... e dentro c'è miele vero, dolce, strano... Mi meraviglio sempre della magia delle api, hanno un modo tutto loro di intendersi e sono organizzatissime. L'umano non riesce a fare altrettanto. Io non riesco a farlo. Per quanto io possa predisporre le cose ci sarà sempre qualcosa che vorrò cambiare all'ultimo momento. Ma sono felice così e non riesco ad immaginare la mia vita diversamente.
Mi arrivano tante critiche, ma io non mi piego. Compromessi? Cose da grandi... Cambiare? sì.. cambiare le cose, ma non cambiare me stessa. Travolgersi solo quando non si è più felici.
Questa maglia non mi piace così? La modifico a modo mio. Questa maglia mi piace così? Non la tocco, rovinerei solo le cose e finirei per buttarla.
Esempio stupido e banale per definirmi... sì.. Io sono stupida e banale. Lo dico per evitare lo spreco di fiato ai presuntuosi (non meno di me :p) che generalmente leggono il mio blog, definendolo noioso, da ragazzine frustrate e senza cervello. Non capisco, carissimi, perchè continuiate allora a leggerlo, abbassandovi al mio stesso livello.
O forse.. mirate ad innalzarvi quanto me? Non voglio risposte.. andate a fanculo e fatevi una vita.

Sono tranquilla... Voglio solo musica nelle orecchie e nel cuore. Proprio come dice mio padre. è una cosa appagante e non bisogna mai trascurarla. E l'altro giorno gli ho mandato un'e-mail parlandogli del gruppo, dei ragazzi con cui suono, di quanto ci sento e lui... ha detto che è fiero di me.
Forse non tutto è perduto. Forse Andrea aveva ragione, è giusto che anche io faccia dei passi avanti, per venirgli incontro. Non mi decidevo perchè ho solo 19 anni, lui 49.. E invece è servito. Mi è bastato ricominciare a raccontargli della mia vita e lui mi ha ascoltato, mi ha risposto, mi ha consigliato, ha parlato di sè. Mio padre.. potessi solo stringerlo.. fortissimo.. sentire l'odore della sua camicia. Vorrei vederlo suonare di nuovo, con dita veloci che scorrono sulle corde, come se carezzasse l'acqua. Vorrei tantissimo bere un thè caldo con lui, per l'ultima volta, in quella cucina trasandata e vissuta, parlando dei mondi paralleli, del Sole, della morte, delle persone, degli spiriti.

Stringimi forte e non parlare, perchè lo sai che rompere il silenzio può significare compromettere tutto. Non ho bisogno di altro, è già tutto scritto nel Vento.




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