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giovedì, 16 aprile 2009

... cos'è?
e perchè lo ritengo come mio secondo nome?
Chiudere la porta di casa a chiave e poi ritornare per controllare che questa sia chiusa.
Dire e dimenticare, come se le parole impresse nella mente dovessero venire a galla nel momento più opportuno.
Abbracciare qualcuno, a lungo, e staccandosi rendersi conto che è come se quel gesto esistesse già nel mondo astrale delle idee. Automatico. Così doveva essere.
Baciarsi e rendersi conto di ciò che sta accadendo nel momento in cui l'odore della persona ci penetra fino alle ossa.
Scrivere musica, soddisfatti, rileggere i testi, le note e capire che è tutto proiezione degli altri...
Quanto c'è di nostro?
Vivere in relazione agli altri, convinti di sapersi guardare dentro. Smettere di curarsi, in cerca d'altro.
La medicina è la persona.
La droga è l'affetto.
La manifestazione è il sesso, nella forma più paradossalmente pura.
Surrealismo. Svegliarsi la mattina e non capire se il sogno sia terminato o se ne abbiamo ancora gli sprazzi addosso e intorno. Cercare aiuto, qualcosa di concreto a cui aggrapparsi.
I giorni passano, le persone sorridono. Loro ci sono. L'Universo si ripete?
Osservare il cielo grigiastro e lasciarsi coccolare. Chiudere gli occhi al sole e spacciare le lacrime per allergia. Non riuscire ad aiutare sè stessi, dedicarsi agli altri, sentirsi realizzati.
Inconcludente. Monotematica. Felice? Depressa....
Sbattersi da una gabbia ad un altra, con brevi momenti di libertà, cessazione della noia secondo Leopardi.
Automatismo Psichico Puro, sono io.
Levare del marcio, quella stupida ricerca del diverso e lasciarsi andare alle cose cristalline.
Miss Crystal E., sono io.
Io sono Nina e tu sei la prima persona oltre a me che mi abbia mai detto "vediamoci" sentendomi giù, senza cercare di consolarmi a parole.
Rompere la catena.
Vivere.
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venerdì, 27 marzo 2009

Stamattina mi sono svegliata senza grosse difficoltà, eppure ho dormito così poco. Perchè sprecare la notte nel proprio letto quando puoi dormire in giro?
Mi abbiocco sulla gente, nel vero senso della parola. Io dormo sulle persone, sulle ginocchia delle persone, sulle loro spalle... Ma è meraviglioso! Si crea un contatto fisico spontaneo e sicuro, mi sento tranquilla e forse da qualche parte in profondità anche protetta.
Nel sonno siamo così fragili e forse non dormiremmo con qualcuno se non ci fidassimo un minimo.
Non mi piace dormire nel comodo letto con le coperte calde, adoro sdraiarmi sui muretti e spronfondare nei sedili sporchi del treno. Basta che ci sia Lui, basta che ci sia il Lui di turno a collassare con me.
Non importa se ci conosciamo da poco o tanto, se proviamo attrazione fisica o se non ci riesce nemmeno immaginarci insieme. Che differenza fa? Abbiamo discusso ore sdraiati su quella spiaggia urbana, magari con altri non sono riuscita a spiccicare parola dopo anni di locali e birra.
Anche dormire in discoteca è bello. La musica che ti martella e tu hai il naso conficcato nell'ascella di qualcuno a cui vuoi bene. Perchè si vuole bene anche all'odore del compagno di abbiocco.
O l'altra notte che non ho dormito proprio, sono tornata a casa alle 6 di mattina, mi sono cambiata e sono andata a studiare. Sonno allucinante, occhiali da sole e i primi pantaloni trovati nell'armadio.
Ultimamente esco di casa con cose improponibili, stile pigiama, come se andassi ad affontare il mondo dormendo. E ho notato che tutto avviene con più naturalezza, come se io stessi ancora sognando di avere i super poteri che mi permettono di superare lo stress e la gente di merda che crede che io sia arrivata da qualche parte perchè ho, appunto, dormito in qualche letto di troppo.
Qualcuno diceva che se vediamo due persone nude che dormono nello stesso letto non implica necessariamente che ci sia stato del sesso, però costituisce indubbiamente un'argomentazione fondata.
Ma io nuda non dormo con nessuno, tanto meno sui treni. Ve l'ho detto, dormo addosso alla gente con i miei pantaloni wonder-woman!
Capto odori, profumi e sensazioni tattili delle persone. Io amo le persone, io amo i miei compagni di sonno ambulante.
Non mi curo se i miei gesti vengono fraintesi, tanto dormo e godo della presenza altrui, dei respiri e del loro calore che piglia MEGA bene anche a 40° all'ombra.
Io sono Nina.
Io dormo sulla gente.
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lunedì, 09 marzo 2009

Ciò che ho sempre desiderato. Sempre dietro l'angolo, era sempre lì e io ignoravo la sua presenza.
Mi domando perchè. Che senso aveva questo rincorrersi, cercare di costruire qualcosa.
Di base io non sono così e non ho mai guardato di cosa avessi bisogno io, di come io fossi, mi sono troppo relazionata agli altri.
E quando scomparivo del tutto qualcuno mi tendeva la mano per aiutarmi a riemergere e mi rendevo conto che non aveva senso che io fossi lì, a far parte di qualcosa che non volevo mi appartenesse a sua volta.
Non c'era più equo scambio e si tradivano le aspettative. Proprio quelle, le aspettative.
Perchè bisogna avere delle aspettative dal proprio partner? Non la ritengo come una cosa giusta.
Ne hanno già troppe i nostri genitori, i parenti, i colleghi, i datori di lavoro...
Troppe responsabilità, troppo stress e non è giusto scaricare le tensioni addosso alle persone "amate" con la scusa "su di te ci conto, hai detto ci saresti sempre stato".
Privare di libertà l'altro, che gesto di amore mai si possa considerare?
Patetici...
Un amico a cui sono molto affezionata mi ha detto una cosa d'effetto, ma assolutamente vera... Tendiamo a essere egoisti, alla ricerca della propria felicità, a scapito dell'altro.
Se ci pensiamo... non vogliamo essere traditi solo per il fatto che poi staremmo male, o perchè poi penseremmo di non essere sufficienti al nostro partner, perderemmo un po' della nostra autostima.
Nessuno pensa alle motivazioni reali.
Perchè non poter dire "ti voglio bene" ad una persona e poi poterne desiderare un'altra?
Perchè limitarsi? Usare il rapporto come un imbuto, tramite cui riversare tutto l'amore ad un'unica persona, quando poi sentiamo che proviamo amore anche verso altri....?
Che modo patetico, e forse anche ipocrita di vivere l'amore...
Stiamo insieme e stiamo bene, non stiamo insieme e stiamo bene lo stesso.
Stiamo bene quando stiamo insieme, ma stiamo bene anche quando siamo altrove, per esempio in un altro letto, e non perchè siamo insoddisfatti, ma perchè siamo soddisfatti ANCHE così.
Che visione distorta la monogamia, che stereotipo di relazione assurdo per me.
Mai più e mai poi....
Non fuggo dalle relazioni, ma corro verso la libertà.
Non libertà dai sentimenti, ma libertà dal rapporto tipico di coppia, come piace a voi, ma non a me...
Divergenze di opinione, tutto qui.
Non cercatemi più.
Io sono mia.
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mercoledì, 28 gennaio 2009

Quella lavagna di sughero presenta infiniti fogliacci, di ogni tipo, di ogni dimensione e tematica: biglietti di concerti, inviti a mostre e serate, pass, disegni e testi di canzoni, braccialetti di festival rock, numeri di telefono e bigliettini da visita...
Se solo potessi prendere una manciata di puntine e attaccare su una lavagna come quella tutta la mia vita, ogni esperienza, positiva o negativa che sia: lacrime, sorrisi e abbracci; baci e notti passionali; odore di capelli, di legno, di lampone e di sigarette; passeggiate nei parchi e nei boschi così freschi e dolci, come quando da bambina mi rotolavo nell'erba alta e sentivo che la Terra si portava via segni di stanchezza; altalene che piangono la scomparsa di Giulia, la stessa che non esce mai dal mio cervello perchè ogni volta le dedico una canzone; gli occhi di mio padre che si riflettono nello specchio ogni volta che mi pettino i capelli o mi trucco; l'immagine muta di mio cugino che mi fa passare la voglia di giocare per il resto della mia vita; le aspettative che hanno da me le persone a cui voglio bene; le persone a cui non ho potuto volere bene io, o quelle che non hanno potuto voler bene a me; la mia paura di rimanere sola, come quel giorno che il sole tramontava, ma la stanza continuava ad apparire blu, perchè nessuno conosceva il mio dolore infantile e sciocco, ingenuo, inconsapevole e forse puro; le onde che hanno accarezzato i miei piedi in riva al mare, quando io pensavo ad un'unica persona e i miei amici erano a baciarsi dietro la scogliera; quella bambina che mi diceva che mio fratello era una gran bella persona e io che sorridevo alla nostra, di quei tempi, Dea; le droghe che mi hanno portato da qualche parte ignota, l'alcol e il caffè che mi agitano il corpo e io che non smetto pur sapendo che le conclusioni potrebbero essere sgradevoli; i miei accaniti ammiratori, proprio quelli che sul mio blog mi hanno insultata e sminuita, forse non potendo avere loro una vita migliore della mia; le persone che non hanno fatto che giudicarmi, senza provare ad ascoltarmi; le persone che ho erroneamente giudicato pure io, ricredendomi; Darin e Mike, che ci sono sempre stati, da qualche parte nell'anticamera del mio cervello malato, senza mai materializzarsi, senza mai darmi Calore Umano...
Calore Umano? Sono ripetitiva, forse dovrei scrivere un libro con questo titolo... Lo leggerebbero coloro che vogliono farmi del male, perchè chi mi vuole bene già mi conosce e non va via, rimane e io ho più fiducia nella vita, in me, in loro e nei rapporti. Forse vale la pena creare qualcosa di solido, in futuro. Fare un viaggio in macchina, sì, è quello che ci vuole... Come quando Jonny e GlamBoy hanno detto che in aereo non si percepisce il vero viaggio.
E allora al diavolo le finte fratellanze, le sbronze patetiche e le illusioni.
Vaffanculo a te, chiunque tu sia, ma se ti senti preso in causa sono problemi tuoi. Sono stanca di pensare a ciò che potrebbero pensare gli altri, ho bisogno di vivere, adesso, a 20 anni, ho bisogno di vivere... perchè avrò 30, 40, 50 anni anche io e sono affari miei. Troppo a lungo mi è stato negato il possesso della mia vita.
Ovvio che faccio cazzate, perdio! Cosa ne so io.. che ho saltato le tappe?
Ma ti voglio bene, chiunque tu sia, e se ti senti preso in causa vuol dire che è giusto così, che qualcosa ho lasciato, ovunque, non importa dove. L'amore non è un'opzione.

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lunedì, 22 dicembre 2008

Alienazione più totale. E ti domandi quale sia il senso di tutto questo... Qual'è? Non c'è. Vuol dire che stai soffrendo inutilmente, di sotterfugio. Cosa ti manca?
Ed è allora che vai in un locale con l'intento di ubriacarti e non è per dimenticare o per evadere, l'unico scopo è quello di stare male. Il veleno che non si decide a scendere giù e il tuo organismo che assorbe lentamente tutta quella merda che tu a forza gli inietti. Ti senti sballato e il buon senso dice che è qui che ti dovresti fermare. Ma non ancora. L'alcol oggi non deve farti stare bene, deve farti vomitare per tutta la notte, attaccato alla tazza del cesso. Umiliato e svuotato persino delle emozioni. Piangendo, disperandoti, continui a vomitare aria ormai. Non c'è più niente e la mente vuole solo rigurgitare le impressioni di quel pomeriggio, anche se il corpo non contiene più niente di estraneo.
Allora ti sforzi ancora, non piangi più, non vuoi morire, in modo freddo comprimi i muscoli e sputi sangue. Tuo. Sangue tuo e te ne rendi sempre meno conto guardandolo fuori. Non dovrebbe forse stare dentro?
Basta. Addormentarsi per terra, in bagno.
Svegliarsi e rendersi conto che nulla è cambiato. Avviandosi così verso un'altra notte indegna di essere vissuta, ma forse l'unica adatta a te. E nessuno ti farà mai uscire da questa routine, benchè tu lo voglia, ma da solo non trovi il senso. Non esiste un senso, nè per stare male in questo modo, nè per stare meglio.
Ed è così che un giorno cadi sul letto e vi rimani per giorni, nell'apatia, cercando a volte di dormire senza successo. Fissi il soffitto e senti dentro te nascere una forza nuova. L'orgoglio. Il poter dire "io ce l'ho fatta brutti stronzi, anche senza di voi. Avete predicato, mi avete criticato, vi siete disgustati vedendomi morire e rinascere in quelle patetiche sere.. e adesso andatevene in culo". Stare male per capire cosa realmente conta.
Fondersi con il dolore e non cercarlo più, allearsi con la violenza. Adesso fa parte di te e sei tranquillo. Convivendo con il dolore imparerai a essere felice.
Forse imparerò anche io a farlo.

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